Viaggio Mongolia Eagle festival. La Mongolia è uno di quei viaggi con cui mettersi alla prova. Una di quelle esperienze che ti segnano profondamente, un po' per la difficoltà degli itinerari ed un po' per la straordinaria bellezza ed autenticità dei luoghi visitati. Un viaggio dalla desertica zona centrale, alla mercè del Gobi, il più inospitale e difficile dei grandi deserti del mondo, fino alla remota regione degli Altai, al confine con Russia, Cina e Kazakistan. Terra di genti nomadi. Dove i pastori kazaki si esercitano in autunno e inverno in battute di caccia con l’aquila. E una volta l’anno, si ritrovano per celebrare l'antica arte venatoria. Nei due giorni del festival si vedono i cacciatori a cavallo inseparabili dai loro rapaci. Al galoppo, avvolti in abiti tradizionali con cappelli rossi. Uno spettacolo che sembra uscito dai racconti di Marco Polo. Dove il clima è rigidissimo d'inverno e le infrastrutture sono scarse. Un'esperienza dai comfort molto semplici, riservata a chi vuole cogliere la vera essenza del popolo mongolo.

dal 23/09 al 10/10

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2690 €

Acconto 400 €

Tour Leader

  • Livello Spirito di adattamento
  • Numero partecipanti min 9 - max 15

Itinerario

  1. GIORNO 1 Partenza dall'Italia

    Partenza dall'Italia con volo intercontinentale per Ulan Baatar. Pasti e pernottamento a bordo.

  2. GIORNO 2 Ulan Baatar | Kharkorin

    Dopo l’arrivo nella capitale, ed il disbrigo delle pratiche doganali, incontro con la guida e partenza per la cittadina di Kharkorin. Lungo la strada ci fermeremo al monastero recentemente restaurato di Ovgon khiid, il quale sorge nel bel mezzo di una vallata disseminata da bassi alberelli tra alte montagne rocciose. In serata arriveremo a Kharkorin, la vecchia Karakorum, l'antica capitale del regno di Gengis Khan. Pernottamento.

  3. GIORNO 3 Kharkhorin | Shankh Khiid | Onghy Khiid | Gobi desert

    Dopo colazione, inizieremo l’intensa giornata con la visita del monastero di Ertene Zuu Khiid, con i suoi 108 stupa racchiusi tra le alte mura di difesa. Dalle enigmatiche tartarughe protettrici della città, prenderemo la strada che ci porterà al Shankh Khiid, monastero del '600 di orientamento Tibetano. Il paesaggio è dominato dalla presenza delle gher (tipiche tende locali) ed avremo, perciò, l'occasione di incontrare le varie realtà nomadi del luogo ed i loro allevamenti di mucche e Yak, e, forse, assaggiare il profumato formaggio fermentato. Arriviamo al complesso monastico di Ongiin Khiid sulle cui rovine è stato edificato un nuovo monastero con annesso museo. Il paesaggio diventa sempre più arido e non è difficile scorgere all’orizzonte le sagome di cammelli di razza battiana. Arriviamo quindi nel Gurvan Saikhan National Park, le porte di uno dei deserti più inospitali della terra, il Gobi. Pernottamento.

  4. GIORNO 4 Gobi desert: Onghy Khiid | Gurvan Saikhan NP

    Il Monastero di Onghy Khiid è un monastero che sorge in posizione panoramica sul fiume Ongi, ed era uno dei più grande della Mongolia. Diviso in due complessi, a sud e a nord del fiume, fu fondato nel 1660 e poi distrutto in epoca comunista, quando furono trucidati oltre 200 monaci. Solo negli anni 90 si decise di iniziarne la ricostruzione. Il vasto deserto del Gobi ("luogo senz'acqua" in mongolo) copre parti della Cina settentrionale e della Mongolia meridionale. E’rifugio per alcuni degli animali più rari del pianeta, come il leopardo delle nevi, e presenta dune giganti che raggiungono i 500 metri di altezza in alcune zone. Le formazioni di sabbia più famose del Gobi sono le Khongoriin Els, le dune che cantano: il ronzio prodotto dal vento mentre muove granelli di sabbia attraverso il deserto è un fenomeno naturale che attrae migliaia di turisti. Rientro in alloggio e pernottamento.

  5. GIORNO 5 Gobi desert: Gurvan Saikhan NP | Khongoryn Els

    Giornata dedicata alla scoperta del vasto deserto del Gobi che copre parti della Cina settentrionale e della Mongolia meridionale. E’rifugio per alcuni degli animali più rari del pianeta, come il leopardo delle nevi, e presenta dune giganti che raggiungono i 500 metri di altezza in alcune zone. Le formazioni di sabbia più famose del Gobi sono le Khongoriin Els, le dune che cantano: il ronzio prodotto dal vento mentre muove granelli di sabbia attraverso il deserto è un fenomeno naturale che attrae migliaia di turisti. Rientro in alloggio e pernottamento.

  6. GIORNO 6 Gurvan Saikhan NP | Dugany Am | Yol valley | Middle Gobi

    Dopo colazione ci rimettiamo in viaggio per la valle di Yol (la bocca dell’avvoltoio), passando per una strada alternativa, accidentata e avventurosa, che attraversa la gola del Dugany Am, molto suggestiva e larga appena lo spazio del passaggio di una Jeep e termina con delle viste magnifiche all’altezza di uno stupa. Termineremo la giornata nell’Area geologica del Middle Gobi, nella parte meridionale della Mongolia, a circa 160 km dalla capitale. Si tratta di un’area vulcanica soggetta a temperature ed escursioni termiche durissime tra estate ed inverno con punto oltre i 40° sia sopra che sotto lo 0. Arrivo in alloggio e pernottamento.

  7. GIORNO 7 Middle Gobi | Bayanzag | Erdenedalai area

    Dall’hotel ci dirigiamo verso l’area di Erdenedalai, facendo sosta lungo il tragitto a Bayanzag, il cui nome significa “ricco di arbusti di saxaul”, e prende proprio spunto dall’abbondante presenza di questi arbusti nell’area circostante. In realtà è piu nota con il nome di Flaming Cliffs. Si tratta di una formazione rocciosa molto particolare, che ricorda più il Grand Canyon piuttosto che il deserto Gobi. Una volta ospitavano un fondale marino e vi si sono trovate uova e fossili di dinosauro. Arrivo in alloggio e pernottamento.

  8. GIORNO 8 Erdenedalai area | Ulan Baatar

    Da Erdenedalai rientriamo verso la capitale. Lungo il tragitto, tempo permettendo, ci fermeremo presso il monastero di Gimpil Darjaalan Khiid. Arrivo a Ulan Baatar per il pernottamento.

  9. GIORNO 9 Ulan Baatar | Khovd

    Presto al mattino trasferimento in aeroporto per il volo per Khov, capoluogo dell’omonimo aimag, una cittadina fondata nel 1731 come avamposto manchu e oggi ricca di attività agricole e industriali, oltre che sede di una vivace università. Mezzo chilometro a nord della piazza principale si aprono le rovine del Sangiin Kherem, una fortezza della dinastia Ching eretta nel 1762: restano alcuni templi, un cimitero cinese e tratti delle mura di cinta. Ancora più centrale è il monastero Turemeel Amarjuulgai, ricostruito sul modello del tempio Shar Shum (tempio giallo), edificato poco fuori la città nel 1770 e distrutto nel 1937. Nel pomeriggio visitiamo il piccolo ma interessante museo provinciale, dove si possono osservare animali impagliati della regione, costumi etnici, oggetti d’arte buddhista e kazaka. Rientro in hotel e pernottamento.

  10. GIORNO 10 Khovd | Tolbo Lake | Ulgii

    Dopo colazione partiremo alla volta di Ulgii, fermandoci nei presso del lago Tolbo, un lago posto ad oltre 2000m di altitudine. Tappa finale sarà la meta del nostro viaggio, Olgii, l’aimag, cioè regione, più settentrionale della Mongolia, dove si terrà il festival delle aquile. Pernottamento.

  11. GIORNO 11 Ulgii: Eagle festival

    Dopo la prima colazione ci rechiamo allo stadio centrale di Olgii, dove si svolge il tradizionale Festival delle Aquile. Si tratta di un appuntamento molto importante che attira i migliori cacciatori e rapaci del territorio e rappresenta la vera essenza della cultura dei kazaki nomadi. Oltre ai cacciatori, sono protagoniste le aquile di sesso femminile, scelte sia perché il loro peso supera di un terzo quello dei maschi, sia per la loro maggiore abilità nella caccia. La cerimonia comincia con una sfilata dei cacciatori con le loro aquile; un tripudio di finimenti e decorazioni. La gara è strutturata in diverse prove e conseguenti valutazioni che dipendono dalla velocità dei rapaci, da quanto tempo impiegano a riconoscere il padrone e quanto rapidamente catturano la preda. In questi due giorni potremo assistere anche ad altre competizioni previste all’interno della manifestazione, come il tipico “Kokbar”, gruppi di cavalieri impegnati a contendersi una pelle di capra e il “Kyz Kuar”, lotta tra uomini e donne. Rientro in alloggio e pernottamento.

  12. GIORNO 12 Ulgii: Eagle festival | Tsengel

    Dopo la colazione, e dopo aver assistito alle ultime rappresentazioni del festival, percorreremo la tappa di avvicinamento al Altai Tavan Bogd National Park fermandoci nel distretto di Tsengel. Arrivo in alloggio e pernottamento.

  13. GIORNO 13 Tsengel | Altai Tavan Bogd NP

    Partiremo di prima mattina alla scoperta di questo straordinario parco nazionale situato nella provincia di Bayan Olgii, a sud della montagna più alta di tutta la Mongolia, il Tavan Bogd. Il parco copre un’area di oltre 6300 km quadrati, ospita tre laghi all’interno dei suoi confini ed è sede di un sito Unesco, il complesso dei Petroglifi dei monti Altai. Rientro in alloggio a Tsengel e pernottamento.

  14. GIORNO 14 Tsengel | Altai Tavan Bogd NP:Tsagaan Salaai

    Seconda giornata all’interno del parco. Oggi visiteremo la località di Tsagaan Sala, vicino al confine russo, ricchissima di oltre 10mila petroglifi, molti Balbal (figure di pietra risalenti al periodo turco con funzione di lapidi), Bugan Chuulu (le pietre cervo) e kurgan, i tumuli sepolcrali. Rientro a Tsengel per il pernottamento.

  15. GIORNO 15 Tsengel | Altai Tavan Bogd NP | Ulgii

    Ultima giornata di escursioni per ammirare le bellezze del parco per poi ritornare ad Ulgii. Rientro in alloggio e pernottamento.

  16. GIORNO 16 Ulgii | Ulan Bataar

    Dopo colazione trasferimento in aeroporto e volo di rientro a Ulan Bataar. Trasferimento in hotel. Pernottamento.

  17. GIORNO 17 Ulan Baatar

    Dopo aver fatto colazione, ci dedichiamo alla visita della capitale che fino a pochi decenni fa non aveva case, ma solo centinaia di bianche “ger”, le yurte della Mongolia, tra le quali spiccavano i tetti colorati dei monasteri buddisti. Gran parte della città si estende da est a ovest lungo il corso principale, chiamato Enkh Taivny Orgon Choloo o più semplicemente Peace Avenue, che sfocia nella centralissima piazza Sukhbaatar. La maggior parte dei luoghi di interesse si trova a breve distanza da Piazza Sukhbaatar su cui si affaccia il Palazzo del Parlamento, abbellito dalle statue dei più famosi khan (regnanti, capi) mongoli. Ci recheremo al Monastero di Gandan, il cui nome significa "luogo immenso della gioia completa", è uno dei posti più affascinanti di Ulaan Baatar, un luogo palpitante di vita e di sentimento religioso, con i suoi splendidi templi decorati con oro e pietre preziose. Gandan è il più grande monastero della Mongolia e le sue parti originali risalgono al 1838. Vi risiedono oltre 500 monaci e vi si trova la statua di Janraisig in piedi più grande al mondo. Visiteremo il raffinato Palazzo d’Inverno di Bogd Khan, in cui risiedette per vent’anni l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della Mongolia. E’una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere, con i suoi cortiletti, i pannelli affrescati e le bellissime porte. Rientro in hotel e pernottamento.

  18. GIORNO 18 Ulan Baatar | Italia

    Dopo colazione trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia. Arrivo nel primo pomeriggio. Arrivederci alla prossima avventura!



Dettagli di viaggio

LA QUOTA COMPRENDE
  • Volo di linea a/r da Roma e Milano per Ulan Bataar
  • Voli interni: Ulan Bataar-Khovd; Ulgii-Ulan Bataar
  • Tutti i trasferimenti con Uaz 4x4
  • Tutti i pernottamenti come da programma
  • Pensione completa per l'intero viaggio
  • Guida locale parlante inglese
  • Tour leader dall’Italia
  • Polizza multirischi turismo
LA QUOTA NON COMPRENDE
  • Bevande ai pasti
  • Escursioni facoltative
  • Tutto quanto non espressamente indicato
  • Alloggi

    Hotel media categoia, gher/yurta
  • jeep Trasporti

    Uaz 4x4
  • Documenti, Visti e Vaccinazioni

    Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Per visto e vaccinazioni vedi Approfondimenti

Cassa Comune( €)

    Non prevista per questo viaggio

Approfondimenti

Il visto d’ingresso viene rilasciato dalle autorità competenti in Italia prima della partenza previa compilazione di un modulo, invio di due fototessere 3x4 cm con sfondo bianco, invio del passaporto individuale in originale valido per almeno 6 mesi dalla data di entrata nel Paese e pagamento dei diritti dovuti all’atto della prenotazione del viaggio.I voli interni sono soggetti a riconferma e possono essere soggetti a cancellazioni o cambi anche senza preavviso. Il bagaglio non può superare i 15 kg (bagalio da stiva 10 kg + bagaglio a mano 5 kg) per non essere costretti a pagare il peso extra. Il bagaglio, pur viaggiando all’interno delle jeep, è bene sia costituito da un contenitore possibilmente non rigido e impermeabile anche alla polvere. Nella capitale si dorme in hotel moderni. Al di fuori della capitale i pernottamenti sono previsti in campi di ger o semplici hotel. Le “ger” sono vere e proprie abitazioni circolari tipiche del luogo, usate dalle popolazioni nomadi e seminomadi dell’Asia Centrale da millenni. Sono spaziose e realizzate con una struttura in legno rivestita di feltro dove si entra stando in piedi. Sono essenziali, senza particolari comodità, ma dotate di tutto ciò che possa consentire di cogliere e fruire della tipicità del modo di vivere delle popolazioni del posto. Letti, materassi, lenzuola e coperte non mancano, e spesso qualche altro mobile può completare l’arredo. Una stufa, il cui tubo di fuoriuscita del fumo spunta nella parte centrale del tetto, a volte alimentata con sterco seccato (non emana alcun particolare cattivo odore), completa le dotazioni delle singole abitazioni. I servizi, bagni e docce, nei campi di ger sono comuni e anch’essi essenziali, posti in una tenda o altra sistemazione stile campeggio. I campi con le “ger” sono dotati di energia elettrica, 220 volt, anche se la sua erogazione non avviene di norma per 24 ore al giorno, ma secondo modalità ed orari indicati in loco. A volte c’è il collegamento diretto con la rete pubblica, in altri casi c’è la disponibilità di autonomi generatori. Lenzuola e adeguate coperte sono fornite in loco. L’acqua calda fornita nei campi viene riscaldata con vari sistemi e a volte è possibile che si debba attendere prima di poterla utilizzare. Se le “ger” sono dotate di stufa, il personale del campo si occupa di tenerle in funzione e di mantenere adeguata temperatura spesso anche di notte. Difficilmente si trovano letti matrimoniali nelle ger, quasi sempre si tratta di letti singoli. Nei capoluoghi di provincia ci sono dei piccoli hotel. Suggeriamo di portare un asciugamano e un sacco lenzuolo se si vuole la garanzia dell’igiene. Per i trasferimenti via terra fruiremo a Ulaanbaatar di minibus e negli altri luoghi di mezzi fuoristrada 4X4 dove trovano posto 3 viaggiatori oltre all’autista (può capitare che il Tour Leader e/o la guida locale siano il 4 passeggero) in modo tale che ognuno possa godere della vista dei panorami esterni dal proprio finestrino. Nel caso di pioggia, inoltre, questi mezzi sono certo in grado di consentirci di procedere nel migliore dei modi rispetto ad altre vetture. Nel caso vi fossero delle particolari esigenze, sarà bene che vengano segnalate al momento dell’iscrizione in modo che se ne possa riscontrare la fattibilità. Il clima tra fine settembre e inizio ottobre è piuttosto secco e freddo. Le temperature previste sono tra i 5 e i 10°, con possibili punte minime notturne al di sotto dello 0. E’bene prevedere un abbigliamento confortevole e caldo, resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri, possibilmente con l’interno in goretex. Si ricorda che il clima in questa regione è sempre imprevedibile e soggetto a repentini cambiamenti, da giorni di sole e temperature gradevoli si può passare a nevicate improvvise nel giro di qualche ora. Cucina. La carne ed il latte sono da sempre la base dell’alimentazione dei mongoli. Frutta e verdura sono rinvenibili, per questioni climatiche, solo in alcuni mercati.

Galleria

Prossime Partenze

Mongolia

18 giorni

Eagle Festival

Tour Leader
 

Programmato

ACCONTO
400 €

2690€

FINO AL 30/04/2020

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