Viaggio di Gruppo Trekking Alpi Liguri | Backpacker Adventure

Le Alpi Liguri, uno scrigno di panorami e luoghi straordinari, articolato tra i contorni severi delle pareti rocciose e la vista dolce che conduce l’occhio fino al mare. Un angolo di confine tra le vette più alte della catena alpina e la riviera ligure che si affaccia sul Tirreno. Un viaggio a piedi all’interno del Parco Naturale del Marguareis, lungo sentieri che corrono sospesi tra il Piemonte, la Liguria e la Francia. Itinerari che hanno segnato epoche, percorsi che trovano le proprie origini nell’antichità e oggi possono essere attraversati seguendo le tracce che ci sono state tramandate. Tradizione, storia, paesaggio: è un tuffo nel tempo e nel fascino di un luogo ancora selvaggio e intatto. Un giro ad anello zaino in spalla da un rifugio all’altro, tra formazioni carsiche e piccoli laghi, circondati da pascoli sconfinati e dal fischio inconfondibile delle marmotte. Su e giù per queste ripide valli popolate di rododendri, che molto spesso richiamano i più famosi panorami dolomitici; in bilico, però, tra il cielo, la montagna e il mare.

dal 14/09 al 18/09

Calendario Partenze

399 €

Programmato

Acconto 100 €

Tour Leader
Paolo Rebuttato

  • Livello Facile
  • Numero partecipanti min 8 - max 15

Itinerario

  1. GIORNO 1 Arrivo a Chiusa Pesio (CN)

    Arrivo a Chiusa Pesio (CN) nel pomeriggio. Check-in dalle ore 15:00 e sistemazione in B&B. Pomeriggio libero. Briefing ore 18.30, cena e pernottamento.

  2. GIORNO 2 Pian delle Gorre | Rifugio Mondovì

    Il nostro percorso inizia dal Rifugio Pian delle Gorre, poco oltre la Certosa di Chiusa Pesio. Qui la strada lascia spazio al nostro sentiero, in direzione del Rifugio Garelli. Ci troviamo sul versante del Parco che sorge alle spalle delle città di Cuneo e Mondovì e da qui iniziamo ad addentrarci nel cuore del Marguareis. La prima tappa è abbastanza impegnativa per il dislivello che ci attende, oltre 1.000 metri, ma il sentiero che ci conduce alla meta, attraversando il Vallone di Serpentera e quello di Sestrera, è molto interessante e vario: boschi di abete e latifoglia, radure, pascoli e i tradizionali “gias” (diminutivo di “giasset”) con il quale in piemontese vengono descritti degli spazi, mobili o fissi (un locale o una costruzione), dedicati alla raccolta del bestiame (da queste parti i pascoli sono tanti e numerosi). Dal Gias della Madonna si raggiunge il Gias della Costa, ammirando costantemente la parete nord del massiccio del Marguareis e, in breve tempo, si arriva al Rifugio Garelli, storico rifugio intitolato a Pier Mario Garelli che fu anche presidente del CAI di Mondovì. Da qui si sale ancora in direzione di Porta Sestrera per ridiscendere lungo il versante della Valle Ellero che conduce fino al Rifugio Mondovì, nostra meta odierna.

  3. GIORNO 3 Rifugio Mondovì | Rifugio Mongioie

    La notte al Rifugio Mondovì è unica e merita di essere assaporata. La cena a base di polenta è qualcosa di tipico e tradizionale e al mattino il risveglio è accompagnato dal fischio delle marmotte. Sopra la nostra testa le pareti verticali della Cima delle Saline, sullo sfondo la vetta del Mongioie, il panorama è unico! Si riparte in direzione del Rifugio Mongioie. Dapprima si attraversa un’ampia prateria adibita a pascolo per poi risalire rapidamente in ambiente carsico fino a raggiungere il Colle Brignola. Si ridiscende lungo il versante della Valle Corsaglia per arrivare dopo poco al Lago Raschera, piccolo specchio d’acqua ai piedi del Mongioie. Da qui si torna a salire prima di svalicare in Valle Tanaro, sul versante del Parco che vede il mare e confina, più in là, con la Liguria di ponente. Dalla sella inizia la nostra discesa verso il Rifugio Mongioie, situato a 1.500mt di altitudine su un altopiano dolce e prativo (Pian Rosso), poco sopra l’abitato di Viozene, al confine tra la provincia di Cuneo e quella di Imperia. Qui trascorreremo la nostra seconda notte in rifugio prima della penultima tappa, il giorno successivo.

  4. GIORNO 4 Rifugio Mongioie | Rifugio Don Barbera

    Terza tappa del nostro giro nel cuore del Parco Naturale del Marguareis. Un percorso, quello odierno, che lambisce i confini tra Piemonte, Liguria e Francia, attraverso scorci unici e luoghi ricchi di tradizione e storia. Si parte dal Rifugio Mongioie e, in breve tempo si raggiunge uno dei punti più suggestivi del trekking: l’attraversamento del ponte tibetano sul Vallone delle Fuse, poco oltre la Grotta delle Vene. Attraversato il ponte, dopo una breve salita, inizia il nostro percorso di discesa che ci condurrà alla piccola borgata di Carnino (CN), passando prima per Carnino Inferiore e, poco dopo, per Carnino Superiore. Siamo nel cuore della Val Tanaro, lungo le tracce del Sentiero Italia. Da Carnino risaliamo in direzione del Rifugio Don Barbera ritornando a prendere quota e a camminare in contesti prettamente alpini. L’ultimo vallone prima di raggiungere il rifugio è terra di marmotte che, una dopo l’altra, sbucano dalle tane disseminate lungo il percorso: una salita dolce fino a scorgere il profilo inconfondibile del vecchio bivacco e, poco oltre, la sagoma del nuovo rifugio. Da qui val la pena proseguire un pochino oltre per arrivare sulla sella sovrastante, il Colle dei Signori (“Col des Seigneurs in francese”), punto esatto di confine tra l’Italia e la Francia che si apre ai nostri piedi. I più allenati, se il tempo lo consente, possono cimentarsi nell’ascesa a Punta Marguareis, la cima più alta del Parco e delle Alpi Liguri.

  5. GIORNO 5 Rifugio Don Barbera | Pian delle Gorre | Rientro a casa

    Ultima tappa per chiudere l’anello, la più lunga del giro, ma anche la meno impegnativa in termini di dislivello. Per prima cosa però, godetevi il risveglio presto al mattino: la luce del sole che lentamente illumina le pareti rocciose sopra di noi, i prati che piano piano si animano di nuova vita e il fischio delle marmotte che vivono a pochi passi dal rifugio che interrompono, senza disturbare, un silenzio surreale. Si riparte dal Colle dei Signori, in un ambiente alpino straordinario e, per qualche chilometro, si cammina in Francia lungo le tracce dell’antica Via del Sale che unisce il mare alla pianura piemontese. Incontrando un sacco di escursionisti e bikers provenienti o diretti a Ventimiglia, ci avviciniamo alla Capanna speleologica Morgantini dove abbandoniamo la strada per iniziare il percorso di rientro a Pian delle Gorre. Superiamo il Gias dell’Ortica e arriviamo al Passo del Duca, da cui si rientra in Val Pesio. Il sentiero costeggia dapprima distese di pino mugo prima di incontrare nuovamente alberi di abete e faggio, portandoci senza troppa fatica fino a Pian delle Gorre e all’omonimo Rifugio, dove il nostro trekking di 5 giorni giunge a conclusione. È il momento dei saluti e della ripartenza, nel primo pomeriggio, verso casa. Arrivederci alla prossima avventura!



Dettagli di viaggio

LA QUOTA COMPRENDE
  • N.1 pernottamento in b&b
  • N. 3 pernottamenti in rifugio con colazione e cena
  • Tutte le attività descritte nel trekking
  • Guida ambientale escursionistica
  • Polizza medico bagaglio
LA QUOTA NON COMPRENDE
  • Trasferimenti da/per Cuneo/Mondovì
  • Pranzi e bevande ai pasti
  • Tutto quanto non indicato ne “La quota comprende”
  • Alloggi

    B&B in zona Chiusa Pesio, Rifugio per gli altri pernottamenti in formula SHARING (condivisione) in doppie, triple o camerate. Le assegnazioni delle camere saranno decise dalla nostra guida

  • jeep Trasporti

    Mezzi propri o auto eventualmente messe a disposizione dai partecipanti.

  • Documenti, Visti e Vaccinazioni

    Carta d'identità e Autocertificazione Anti Covid

Cassa Comune( €)

    Non prevista per questo tour

Approfondimenti

Si tratta di un trekking di poco più di 50 chilometri, adatto a un pubblico di escursionisti allenato e abituato a percorsi di montagna. Le singole giornate si sviluppano secondo escursioni di medio dislivello e lunghezza. La lista del materiale da portare e dell’abbigliamento consigliato sarà fornita dalla guida successivamente all’atto dell’iscrizione. Note per raggiungere il punto di ritrovo a Chiusa Pesio/Cuneo: TRENO: Cuneo può essere raggiunta in treno dalle principali città italiane: collegamenti diretti sono previsti dalla stazione di Torino mentre uno o più cambi sono necessari se si giunge da Milano, Bologna, Roma, Napoli. AUTO: Cuneo è raggiungibile in macchina attraverso l’autostrada A6 Torino – Savona seguendo le indicazioni per Cuneo o uscendo al casello di Mondovì. AEREO: gli aeroporti di riferimento sono quelli di Cuneo Levaldigi, con voli diretti da alcune città italiane che raggiungono l’aeroporto soprattutto nella stagione estiva, o, in alternativa, si può prendere in considerazione l’aeroporto di Torino Caselle, Milano Linate o Malpensa e Genova Cristoforo Colombo con collegamenti ferroviari per raggiungere Cuneo.

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