Pensieri

Da un viaggio nel cuore d' Africa

La prima volta che ho messo piede in Uganda ero venuto con l’intenzione di fare un paio di trekking in questa mitica terra dove si dice nasca il possente fiume Nilo…mai mi sarei aspettato di venerci altre 4 volte (senza neanche fare un trekking) nello stesso piccolo villaggio di Kaliro, nella stessa scuola,la National Teachers College.

La vita è splendidamente affascinante quando si lascia che il destino guidi i nostri passi!

 Certo bisogna essere predisposti. Se avessi organizzato il mio viaggio dall’Italia ,come molti fanno, per il terrore di addentrarmi in un paese così lontano dal nostro concetto di “civile”, mi sarei perso un sacco di cose…sicuramente non avrei conosciuto le splendide persone di Kaliro. Sin dal primo momento sono stato accettato da tutta la comunità ,al quanto divertita ed orgogliosa di avere il suo personalissimo muzunghu (uomo bianco) come ospite.

A chi sostiene che in certi paesi ci sia meno civiltà rispetto al nostro occidente, consiglio di farsi un giro in questi luoghi. Lasciate a casa i vostri pregiudizi ,aprite il vostro cuore e soprattutto i vostri occhi e godete di quel senso di ospitalità genuina che ormai solo in alcuni remoti luoghi del nostro bel paese possiamo trovare. Viviamo tutti in città iper-affollate, nei centri di aggregazione come stazioni,metropolitane, piazze siamo a migliaia, eppure regna sempre un silenzio assordante, interrotto solamente dalla voce registrata che ci ricorda qual è il nostro prossimo appuntamento da rispettare. Tutto è scandito dal tempo, il nostro denaro più prezioso, e tutti siamo in corsa 350 giorni all’anno per avere quei 15 giorni di “meritate” ferie. Con una visuale distaccata ,permessa a chi riesce ad uscire per un attimo dalla dinamica societaria, tutto questo susseguirsi di orari a scandire ogni nostra singola azione pare un Inferno.

Alle 7 la sveglia alle 8:30 timbrare il cartellino, alle 17 in coda in tangenziale, alle 18:30 in palestra….e poi….ripetere, di nuovo,ancora e ancora. Possibile che con l’evoluzione economica tecnologica e industriale ci siamo ritrovati a rinnegare e a mettere da parte il nostro lato più umano?! Quel lato che ci fa emozionare davanti ad un bel panorama, che ci spinge a parlare con il nostro vicino di viaggio per sapere un po’ di più della sua vita, perché in fondo ,anche lui, è umano!

Quella parte di noi che ci fa sentire in obbligo di aiutare una persona in difficoltà anche se questo comporterebbe un lieve ritardo ai nostri di “obblighi”….


Sembra incredibile ma nessuna delle dinamiche che vivo quotidianamente nella mia città mi dà l’idea di essere parte integrante di una grande COMUNITÀ. Tutti presi dal nostro smartphone, tutti impegnati dai fatti della politica sempre più distante e tutti indignati per la nazionale che non si qualifica ai mondiali,ma nessuno che si interessa del proprio vicino. Non credo sia solo il mio caso… in parecchi condomini moderni si fa quasi fatica a darsi il buongiorno !

Qui invece la comunità viene prima di tutto, la povertà e la fatica costante del sopravvivere rende le persone solidali, il problema del singolo è un problema risolvibile solo con la collaborazione. Triste ed assurdo che chi ,come noi, non trovandosi a lottare per la sopravvivenza, rimetta all’ultimo posto delle sue priorità gli interessi verso la sua di comunità,la sua gente. Ho viaggiato e spero di viaggiare ancora tanto perché, come molti altri ,sono alla ricerca di un senso più grande da dare alla mia esistenza, che non sia limitato al comprare una bella casa ed assicurarmi un posto fisso per poter ambire alla tanto agognata pensione che mai come oggi pare un miraggio. L’esperienza africana mi ha insegnato che sicuramente uno dei nodi cruciali del senso della MIA esistenza sta nel cercare di rendere possibile quella dei miei fratelli meno fortunati condividendo con loro le conoscenze che ho a disposizione. Il compenso per tutto il tempo “speso” in questi luoghi è molto più remunerativo di tutti i lavori che ho fatto in vita mia, e al contrario dei soldi e dei beni materiali, questa è una ricchezza che nessuno potrà mai portarmi via.

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